Un aspro autunno

Editoriale di Aldo Tortorella Critica Marxista n.4/2020

Mi sembra che l’atteggiamento delle formazioni politiche che sono provvisoriamente il governo dell’Italia sia molto simile a quello del protagonista di una antica e famosa canzone napoletana, intitolata all’autunno. È la fine di settembre ma a lui già “inverno pare | giornate lunghe, nottate amare”, perché aspetta una lettera, anche una sola, della persona amata. La lettera non arriverà e lui si abbandona ad una rassegnazione un poco dispettosa: va bene, dice, statti lontana “tanto è passata un’annata sana” di silenzio e di assenza. Qui dalle parti della politica, è passato ben più di un anno da che una parte rilevante dell’amato popolo di sinistra ne n’è andato dalla parte opposta e non dà cenno di voler tornare al vecchio amore. Ma la rassegnazione non dovrebbe, non deve, fare parte del bagaglio di una qualche forza politica, mentre invece così appare, quasi che si aspettasse come fatale una sconfitta o si volessero chiudere gli occhi di fronte ai cattivi sondaggi.

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