Sommario 4/2020

Editoriale
Aldo Tortorella, Un aspro autunno

Osservatorio
Antonella Palumbo, Le conseguenze economiche della pandemia: vere scelte e falsi dilemmi
Romeo Orlandi, Pechino e Washington: né con te, né senza di te
Guido Moltedo, L’ipoteca del trumpismo sul futuro degli Usa e del mondo
Vincenzo Vita, Editoria, senza distanziamento
Roberto Finelli, Pandemia e infanticidio. Qualche nota sulla scuola
Antonio Di Meo, Il sottosuolo della storia

Laboratorio culturale
Giovambattista Vaccaro, Sartre e il marxismo quaranta anni dopo
Pasquale Voza, Gli spettri di Mark Fisher
Francesco Aqueci, L’alba di un giorno dal cupo tramonto. Sul Montaigne di Montaleone
Giovanni Andreozzi, Quel che resta del pensiero critico
Lelio La Porta, Gramsci e l’egemonia oggi

Schede critiche
Giorgio Tassinari, Il nemico è l’ordoliberismo
Piero Di Siena, Costituzione, popolo, cittadinanza
Gianluca Giraudo, Il cambiamento del maschile
Massimo Modonesi, Marx, il catalogo è questo
Paolo Desogus, Gramsci e l’emancipazione dei subalterni
Antonino Infranca, Aricó e il marxismo
Antonio Fanelli, Gramsci: l’antropologia e il corpo

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA PANDEMIA: VERE SCELTE E FALSI DILEMMI

di Antonella Palumbo Critica Marxista 4/2020

L’incertezza dei dati e le idee degli economisti, mainstream e critici. La novità politica del riposizionamento della Germania. Le proposte di Angela Merkel e le scelte della Commissione Ue. Il dogma neoliberista è sempre in agguato, ma gli esiti non sono scontati. Tutti d’accordo, ora, sull’intervento pubblico.
Ma va reso stabile qualificando e ampliando il lavoro e reinventando il welfare, per uomini e donne.

Molto si è ragionato e si sta ragionando sui devastanti effetti economici della pandemia da Covid-19. La violenza stessa della crisi e l’entità dei danni che sta provocando hanno generato, accanto alle reazioni della politica e delle istituzioni, anche una quantità impor- tante di analisi, commenti e proposte da parte degli economisti. Parte di questo ampio materiale offre spunti di riflessione preziosi, e indica strade possibili per il futuro.

Un aspro autunno

Editoriale di Aldo Tortorella Critica Marxista n.4/2020

Mi sembra che l’atteggiamento delle formazioni politiche che sono provvisoriamente il governo dell’Italia sia molto simile a quello del protagonista di una antica e famosa canzone napoletana, intitolata all’autunno. È la fine di settembre ma a lui già “inverno pare | giornate lunghe, nottate amare”, perché aspetta una lettera, anche una sola, della persona amata. La lettera non arriverà e lui si abbandona ad una rassegnazione un poco dispettosa: va bene, dice, statti lontana “tanto è passata un’annata sana” di silenzio e di assenza. Qui dalle parti della politica, è passato ben più di un anno da che una parte rilevante dell’amato popolo di sinistra ne n’è andato dalla parte opposta e non dà cenno di voler tornare al vecchio amore. Ma la rassegnazione non dovrebbe, non deve, fare parte del bagaglio di una qualche forza politica, mentre invece così appare, quasi che si aspettasse come fatale una sconfitta o si volessero chiudere gli occhi di fronte ai cattivi sondaggi.

Una cascata di rabbia

La mia fantasia da Covid-19

di John Holloway

Le porte si aprono. Puoi sentire l’energia accumulata già prima che appaiano i volti. La quarantena è finita. È una diga che esplode riversando un torrente di rabbie, ansie, frustrazioni, sogni, speranze, paure. È come se non riuscissimo a respirare.

Tutti siamo stati rinchiusi. Separati fisicamente dal mondo esteriore. Abbiamo provato a capire quello che stava succedendo. Uno strano virus ha cambiato le nostre vite, ma da dove è arrivato? All’inizio è apparso a Wuhan, Cina, ma quanto più leggiamo, tanto più ci rendiamo conto che sarebbe potuto apparire in qualunque luogo del mondo.

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Aldo Tortorella

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Ciao Giuseppe, compagno e studioso di grande spessore e umanità

Dobbiamo dare purtroppo la triste notizia della scomparsa di Giuseppe Prestipino, un amico, un compagno e uno studioso di grande spessore e umanità.
Era nato a Gioiosa Marea, in Sicilia, il 1 maggio del 1922: quasi 100 anni fa. Andavamo in diversi della Igs Italia a trovarlo a Civitavecchia, dove viveva in una bella casa con vista sul mare, non solo ma soprattutto il giorno del suo compleanno, per parlare con lui, e ridere e commentare personaggi e fatti, politici e non. Era ancora del tutto lucido, arguto, attentissimo.
A lungo militante, dal 1943, del Partito comunista italiano (membro anche del Comitato centrale), del sindacato, della stampa comunista, e infine nel Partito della Rifondazione Comunista, Prestipino era stato redattore della rivista Critica Marxista, del cui comitato editoriale faceva ancora parte.
Era tra i fondatori e i protagonisti della Igs Italia, nel 1996, dal 2000 aveva a lungo partecipato ai nostri Seminari, e scritto sia per Le parole di Gramsci che per il Dizionario gramsciano moltissime voce, soprattutto filosofiche, estremamente competenti e ricche.
Aveva insegnato nelle Università, da ultimo presso l’Università di Siena, Filosofia della storia e Filosofia teoretica. Era anche stato presidente del Centro per la filosofia italiana, di cui era ora presidente onorario.
Tra i suoi tantissimi libri, L’arte e la dialettica in Lukàcs e Della Volpe (1961), Natura e società (1973), Da Gramsci a Marx (1979), Modelli di strutture storiche (1993), Narciso e l’automobile (2000), Realismo e Utopia. In memoria di Lukács e Bloch (2002), Tre voci nel deserto. Vico Leopardi Gramsci (2006).

Gramsci, prima della rivoluzione

Articolo di Guido Liguori

«In dieci anni di giornalismo io ho scritto tante righe da poter costituire 15 o 20 volumi di 400 pp., ma essi erano scritti alla giornata e dovevano, secondo me, morire dopo la giornata». Queste parole di Antonio Gramsci del 1931, che fortunatamente non hanno avuto seguito, tornano alla mente davanti al ponderoso volume della “edizione nazionale” dedicato ai suoi Scritti 1910-1916 (a cura di Giuseppe Guida e Maria Luisa Righi, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2019, pp. XXXIII-1015, 70 euro, comprese le spese di spedizione).